Passare un’intera giornata fra i banchi di scuola non è la scelta migliore per il benessere dei bambini: questa l’opinione del 70% dei pediatri, che si mostrano contrari alla soluzione del tempo prolungato a scuola più per motivi psicologici che di salute.
Secondo gli esperti sarebbe infatti controproducente obbligare i bambini a restare a scuola nelle ore pomeridiane, prima di tutto perché dopo un certo numero di ore in classe la concentrazione e la capacità di apprendimento calano drasticamente, inoltre i bambini, se costretti a stare fermi per lungo tempo, possono diventare irrequieti e aggressivi: di qui la necessità di lasciar loro le ore pomeridiane per sport e attività che li aiutino a sfogare l’energia tipica dell’età nel modo migliore, evitando così lo stress che potrebbe sopraggiungere se obbligati a restare a scuola.
Ancora una volta la domanda è:
Sono i nostri figli ad essere malati di iperattivittà, deficit di attenzione, disturbi di apprendimento…Sono i nostri figli a non avere più disciplina e a necessitare di un punitivo 5 in condotta…
…O forse, anche la società attuale ha le sue responsabilità, chiedendo ai ragazzi uno sforzo eccessivo, fatto di molte ore a scuola, in condizioni statiche e mentalmente impegnative?
E’ vero che i genitori a lavorare devono andarci, che a casa non possono lasciare i figli da soli, ma forse, l’istituzione-scuola può provare a rendersi più elastica, capace di offrire più momenti di libera espressione sia fisica che emotiva, per far si che i ragazzi non vengano “curati” ma ascoltati.
Fonte: Adnkronos Salute, 16 gennaio 2009