“IMPASTICCATI” PER LA MATURITÀ

 

farmaciUn breve rticolo davvero preoccupante, sia per la salute dei ragazzi, ma ancor di più per la cultura che rappresenta: La performance ottimale, da ottenere con il minimo sforzo e in tempi brevissimi è ormai un modello pregnante della nostra società. I ragazzi ne sono vittime inconsapevoli: difficilmente a diciassette, diciotto anni si riflette sui danni di certi meccanismi, ma questa è una tendenza pericolosa, che va invertita.

Via libera a movimenti di Decrescita, forse tra i pochi cha vanno contro corrente e urlano a gran voce di rallentare e scoprire nuovi valori.  Ecco alcune parole di Maurizio Pallante, fondatore del Movimento della Decrescita felice:

La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.

 

Ecco la Notizia:

 

Fonte; Terracina Social Forum

Dal quotidiano gratuito Metro del 26 maggio 2009

 

“IMPASTICCATI” PER LA MATURITÀ

 

di Giovanni Pasimeni

 

Si avvicinano gli esami di maturità e fra i giovani aumenta il consumo delle cosiddette “droghe-furbe”, sostanze legali in grado di aumentare le capacità cognitive. Sono droghe low-cost vendute in compresse (nell’incontrollabile mercato di internet e negli smart-shop), “sballo” preferito sotto le luci delle discoteche, ma anche “aiuto” per chi si appresta a sostenere l’esame di maturità. «In questo periodo – spiega Simona Pichini, dottoressa dell’Istituto Superiore di Sanità – c’è un aumento dei consumi perché si avvicinano gli esami di Stato. Gli studenti pensano che assumendo delle sostanze si possa resistere di più e studiare più a lungo. Il consumo cresce grazie al passaparola tra i banchi o sul web».

Anna Lisa Muntoni dell’Istituto di neuroscienze del CNR di Cagliari avverte che la situazione in Italia – anche se non ha ancora raggiunto il livello di Gran Bretagna e Stati Uniti – è «abbastanza preoccupante». Le “smart drugs” si dividono fra quelle di derivazione naturale (caffeina) e quelle di tipo sintetico. Tra queste rientrano le sostanze anfetaminiche. «Spesso si fanno dei mix – conclude la dottoressa Pichini – che possono portare all’intossicazione».

 

“MA COSÌ AUMENTA LO STRESS”

 

«Le sostanze stimolanti o anfetaminiche rendono più nervosi, possono aumentare l’ansia e creare disturbi psichici, insonnia, tachicardia», spiega Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento dipendenze dell’ASL di Milano. Per la psicologa Paola Vinciguerra, con queste sostanze «si rischia di alzare troppo il livello di adrenalina e di essere invasi da ansia e stress durante l’esame, ottenendo così il risultato opposto».

 

 decrescita logoPer saperne di più sulla Decrescita felice:

2 risposte a “IMPASTICCATI” PER LA MATURITÀ

  1. noiglob scrive:

    Non penso che le sostanze citate siano usate per studiare o sforzarsi di meno (anzi). Spesso vi è il fortissimo desiderio di farcela il più possibile, con ogni mezzo, resistendo e rendendo di più (anche se ciò dovesse significare danneggiarsi). Ne vale la tutela della propria immagine di sé. In molti casi, il problema è nella relazione risultato ottenuto-autovalutazione come persona, nel senso che se non si rende al massimo cercando con ogni mezzo di fare meglio degli altri non si è persone di valore, perché non si emerge. Tutto ciò ci dovrebbe far riflettere sulle nostre pratiche educative in quanto, in questo processo, noi adulti incidiamo molto quando ci concentriamo solo sui voti e pretendiamo sin dall’infanzia risultati eccellenti (sempre), oppure quando prospettiamo futuri apocalittici e catastrofici e terrebili scordandoci che come esseri umani non siamo dotati del dono della preveggenza.
    Sarebbe utile incentivare il piacere della conoscenza, piuttosto che altri tipi di motivazione, mettendo comunque i giovani in condizione di ottenere ottimi risultati, senza farne una questione vitale.
    Grazie per aver amplificato la notizia🙂

  2. volabimbo scrive:

    Grazie per il commento, condivido in pieno.
    Fin quando il valore delle persone sarà giudicato in base al risultato in qualche performance piuttosto che nella qualità dell’individuo nella sua interezza, sarà facile trovare giovani disposti a tutto pur di meritarsi un giudizio positivo. Scuola, famiglia e società sono i canali per invertire la tendenza… I bambini sono l’anello della catena dove è possibile inserire il cambiamento, amandoli incondizionatamente e stimolandoli ad esprimere loro stessi senza paura, giudizi e confronti, accettando l’unicità di ognuno come una risorsa e non come un difetto da normalizzare. Al primo posto deve esserci la creatività e la libera espressione, così ciascuno troverà il proprio modo di essere “vincente”.

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