Orto scolastico: le verdure si coltivano tra i banchi di scuola

logo_orto_breve_smallMangiare sano e imparare le regole della natura a scuola oggi non è più un sogno: a Pergola, in provincia di Pesaro-Urbino, esiste già da due anni un orto scolastico biologico, in un terreno di 2000 mq messo a disposizione dal Comune e certificato dall’IMC (Istituto Mediterraneo di Certificazione).

  Il 5 giugno, alle ore 10, verrà presentato nella Scuola primaria di Viale Martiri della Libertà questo interessante progetto, che ha coinvolto gli alunni nella riscoperta dell’antico mestiere dell’agricoltore, del territorio d’appartenenza e del cibo genuino. Alla realizzazione hanno contribuito anche alcune aziende agricole della zona, tra cui Case Bottaro, da tempo impegnata nell’esperienza di percorsi didattici all’interno dell’azienda. Nell’incontro di presentazione sarà possibile visitare, oltre all’orto stesso, anche una mostra allestita per l’occasione e visionare l’opuscolo “Orto biologico a scuola – laboratorio a cielo aperto”, nato per raccontare questa importante esperienza. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Comune di Pergola e la Provincia, ha permesso ai bambini della scuola di cimentarsi con i lavori manuali dell’orto, conoscere la ciclicità della natura e poter usufruire direttamente dei prodotti che offre. Il risultato del lavoro di coltivazione confluisce infatti direttamente nella mensa scolastica, assicurando ai piccoli frequentanti un’alimentazione buona, pulita e giusta, come direbbe Carlo Petrini di Slowfood. Non a caso è stato proprio Slowfood a lanciare l’idea degli orti scolastici con il progetto “Orto in condotta”: un programma triennale per le scuole, basato sull’educazione alimentare e ambientale, che all’attività pratica di coltivazione unisce anche lezioni teoriche in aula. Con il risultato di far capire ai bambini l’importanza e i modi di un’alimentazione corretta e di far sviluppare un nuovo interesse per tutto ciò che ruota attorno al mondo del lavoro nei campi. Un mondo fatto di memorie e saperi che è bene che le nuove generazioni conservino e tramandino.

Fonte: GreenMe (articolo di Eleonora Cresci)

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